L’Italia: un paese in via di sottosviluppo
Per capire lo scontro tra il Ministro del Tesoro del governo italiano Giulio Tremonti e il Cantone Ticino non bastano riflessioni basate sul momento statico, sulla fotografia della contingenza. Occorre vedere il fenomeno come si sviluppa, capire che l’attuale scontro Italia – Svizzera non è che una tappa all’interno di un processo storico in evoluzione.
La fotografia della contingenza porta a conclusioni sbagliate. Bisogna vedere il film del viaggio che ci ha portati fin qui, per capire dove si andrà a finire.
I dati economici, ma soprattutto sociologici, sono chiari.
Contrariamente alle intenzioni dei governi italiani succedutesi nel tempo, negli ultimi 30 anni il divario tra Sud e Nord Italia si è allargato in modo irreversibile. Il nord Italia si è progressivamente avvicinato a un modo di gestione della cosa pubblica che potremmo definire “Europeo”, mentre il sud Italia è scivolato verso un sistema di governo da terzo mondo avanzato (Messico e Brasile per esempio), estraneo alla cultura Europea.
Recentemente lo ha ammesso nientemeno che il Governatore di Bankitalia Mario Draghi
Nel sud Italia ci sono situazioni che non esistono in nessuno dei 26 Stati europei, nemmeno nei più recenti o in quelli del sud.
30 anni fa, dietro all’Italia del Sud c’erano i paesi poveri e disorganizzati come Spagna Portogallo e Grecia, nelle cui periferie e campagne la gente era quasi alla fame e non godeva di nessun sostegno dello Stato.
Tuttavia Spagna Portogallo e Grecia hanno utilizzato gli aiuti europei per avvicinarsi al centro dell’Europa. Chi vive Atene Salonicco Lisbona Oporto Madrid Barcellona Valencia Siviglia Granada Valladolit vive come ad Ancona Bologna Udine o Trieste.
Napoli Palermo Catania non sono così. Oggi soltanto in Italia ci sono pezzi interi di territorio che sfuggono totalmente all’autorità statale. Interi quartieri di Napoli, per esempio, non sono più accessibili nemmeno alla forze di polizia, un fenomeno che non esiste in nessuna altra città d’Europa.
I cittadini presi in ostaggio da cumuli di rifiuti che intossicano le strade ci sono a Napoli a Palermo e in molte altre città del Sud, mentre non esistono a Salonicco Oporto o Granada, come non esistono a Ancona Pavia Roma Milano o Monza.
Gli italiani che vivono in Italia non visitano quasi mai le loro città, salvo le destinazioni balneari, e quindi non si rendono conto del fenomeno.
Chi tuttavia visita Taranto trova una somiglianza maggiore con Dar el Salam (capitale della Tanzania) che con Milano. Come Dar el Salam, Taranto gode di un panorama splendido, di fantastici mari e lagune, dove però invece di alberghetti moderni, di villaggi allacciati ai depuratori, trova carcasse di navi in disuso che marciscono a pelo d’acqua, trova gli scarichi dei veleni della città nel mare. Come a Dar El Salam, la classe media e agiata non vive in centro città, ma nei nuovi quartieri della periferia, dove c’è un minimo di sicurezza e di convivialità. Le case vecchie sul mare, invece di essere state valorizzate cadono a pezzi e sono abitate dai poveri in condizioni igeniche spaventose.
Anche se psicologicamente può essere difficile confessarlo, una oscura forza gravitazionale attira l’Italia del sud verso il sottosviluppo.
Taranto assomiglia a Dar El Salam e Napoli a Ciudad Juàrez o alle altre città messicane dove la la criminalità (per lo più narcotraffico) scrive le regole della convivenza al posto dello Stato.
Del resto nessun partito politico consistente pone al centro del suo programma la lotta contro questi fenomeni da sottosviluppuppo, ben sapendo che il problema non può più essere risolto.
I politici che governano le città e le regioni del Sud hanno adottato la mentalità dei loro colleghi dei paesi del Terzo Mondo. Come il sindaco di Tegucigalpa, anche quello di Napoli (questo e quelli che verranno) va a lavorare tutti i giorni scavalcando i rifiuti come se fossero meteoriti piombate dal cielo. Guarda al degrado sociale di tutte le periferie della sua città, come a un inevitabile flagello di Dio.
Nessun Sindaco di Rio de Janeiro del resto si sogna di affrontare (non parliamo di risolvere) il problema delle favelas.
Italia del sud e Italia del nord sono due sistemi economici (in senso lato) diversi, e la storia insegna che due sistemi economici diversi producono due (sistemi di) governo diversi.
Il problema è che l’Italia è un paese solo.
continua…
Attendo il seguito.
Interessante….