Eppur non si muove
Picchiare la Svizzera è lecito, e non si rischia nemmeno la ritorsione di un pizzicotto, dicevamo.
Lo stesso giorno (oggi) in cui il Presidente della Confederazione Svizzera Hans Rudolf Merz – il medesimo che invece di alleviare la sorte degli ostaggi svizzeri in Libia l’ha aggravata con una serie di mosse diplomatiche avventate - dalle colonne del Sole24Ore affermava di non voler fare nulla per proteggere la piazza finanziaria svizzera, il Ministro del tesoro italiano Giulio Tremonti ha scatenato la Guardia di finanza contro le filiali di banche svizzere in Italia e contro gli istituti di credito che collaborano con esse.
Tuttavia il Presidente Merz non se ne va.
La politica nella svizzera-tedesca è un arte cortese, e nessun Ministro viene licenziato prima di aver trovato la strada per permettergli un’uscita onorevole e onorata.
In Svizzera l’opposizione non c’è: tutti i partiti – a parte i gruppuscoli – sono integrati nel governo con propri Ministri. Quindi nessun partito di governo fa pressione sui Ministri degli altri, per non subire condizionamenmti nelle scelta dei propri Ministri.
Questo processo arrischia però di mantenere al governo dei “cadaveri politici” come il Presidente Merz. Già di natura poco avvezzo alla scelte coraggiose, si è ora anche ammalato e sa che l sua carriera politica volge al termine.
In questa situazione è ovvio che non abbia più né la forza, ne la voglia, tantomeno lo spirito per scelte importanti. E intanto gli altri Paesi ne apprfittano per metere in atto i loro “legittimi soprusi”.
Si tratta di una “prima mondiale” e di una fishing expedition, la cui possibilità è sempre stata negata dai politici governativi svizzeri.
Ma contrariamente a quanto detto da Fulvio Pelli, il Presidente del Partito Liberale-Radicale Svizzero, la calma del Presidente Merz non deve essere confusa per saggezza, tantomeno per “strategia a lungo termine”.
La realtà è che questo uomo anziano e malato (sia detto senza nessuna ironia, ma con compassione) non ha nessuna idea di cosa fare; ex uomo UBS assurto a Ministro nei momenti calmi e normali della Svizzera, ha amministrato il Paese da buon contabile svizzero-tetesco onoesto, raramente uscito dall’opulenta regione zurighese.
Non conosce l’Italia.
La realtà è ben peggio di quella descritta dai media: i disoccupati sono veri e i deficit di bilancio si fanno sentire sulla pelle di motissimi cittadini.
Poi gli italiani sanno arrangiarsi; un po’ con la famiglia, un po’ perchè tutti continuano a farsi pagare in nero (dal muratore al dentista allo psichiatra al ristoratore al chirurgo) e le tasse si pagano poco (gli accertamenti nel cosiddetto paradiso fiscale svizzero sono ben più minuziosi – e non uno yaght, ma una semplice Mercedes ti fa già trovare l’ispsttore fiscale sotto casa), gli italiani riescono ad attutire i colpi dela crisi.
I problemi di Tremonti sono drammatici, e la Svizzera con il suo governo molle, rappresenta il ventre molle contro il quale gettarsi lancia in resta.
Gli investitori italiani che terranno duro e non si lasceranno spaventare dalle contingenze, alla fine guadagneranno comunque a lasciare i loro soldi in Svizzera.