Credit Suisse Kaupthing Bank non è tutto oro quello…
Già a dicembre 2008, il nostro blog aveva già ipotizzato che il Credit Suisse fosse massicciamente coinvolto nel patrimonio della Kaupthing Bank, la banca islandese scioltasi come neve al sole.
Il 24 novembre 2008 la District Court of Reykjavik ha decretato la moratoria concordataria della Kaupthing Bank, ciò che lascia di fatto poche speranze ai creditori (se non è un fallimento – come dicono su a Reykjavik – non pensiamo che ci rassomigli molto).
Tra le altre cose, nel 2005 il Credit Suisse aveva concesso alla Kaupthing Bank un prestito di ben € 12′000′000′000 (avete capito bene: 12 miliardi di euro) che poi aveva frammentato e venduto ai suoi clienti, che ora hanno perso tutto.
Il Credit Suisse tenta di scagionarsi con i soliti argomenti secondo i quali da una parte il cliente (e solo il cliente) è responsabile delle perdite in materia di Private Banking e, dall’altra, le agenzie di rating S6P e Moody’ hanno valutato positivamente questo prestito (A+ o A1).
Ci sono diverse obiezioni a questo ragionamento:
1) Questa crisi ha dimostrato che le agenzie di rating non sono per nulla affidabili, se non sono addirittura manovrate e manovrabili (quello che hanno fatto con la Lehman Brothers lo dimostra).
2) Trattandosi di un Private Placement (prestito privato), non c’era mercato e il Credit Suisse era l’unico Market Maker a fissare il valore delle quote del prestito.
3) Il Credit Suisse piazzava queste “fette” di prestito ai suoi clienti, senza informarli che l’ammontare totale del credito era di ben 12 miliardi di Euro, cioè decine di volte il guadagno annuo medio della Kaupthing.
Insomma, il Credit Suisse ha di nuovo venduto ai suoi clienti come graniticamente sicuro un prodotto in realtà molto friabile.
In questo caso i clienti nemmeno avrebbero potuto accorgersene.
E di clienti impantanati nella Kaupthing Bank il Credit Suisse deve averne moltissimi.