Il segreto bancario non si tocca
Il Corriere del Ticino del 4 giugno pubblica un sondaggio d’opinione sulla nostra proposta di inserire un articolo nella Costituzione federale Svizzera per proteggere e garantire il mantenimento del segreto bancario.
Ecco l’opinione generale che ne scaturisce
“Il segreto bancario va difeso, anche se ciò dovesse avere ripercussioni negative sulle relazioni della Svizzera con gli altri Paesi, e andrebbe ancorato nella Costituzione federale: sono queste le principali indicazioni emerse dal sondaggio di opinione realizzato per il Corriere del Ticino”.
I più scatenati sono soprattutto i giovani. Era prevedibile.
Per ciò che concerne i dati dei clienti UBS trasmessi agli USA, il sondaggio mostra che l’opinione pubblica non è stata informata correttamente (se volutamente o non non lo sappiamo). Ecco cosa hanno risposto.
“Dati forniti agli USA – La consegna alle autorità statunitensi dei dati relativi ad alcuni clienti americani dell’UBS è stato un dovere o una resa? Chiara la valutazione delle persone interpellate. Per una confortevole maggioranza (58,8%) questo passo va giudicato «piuttosto come una resa»; solo il 28,6% ritiene che sia stato un dovere, mentre il 5,5% pensa che si sia trattato sia di un dovere, sia di una resa. Il 7,1% non ha saputo esprimere un giudizio. Per fasce d’età, è soprattutto chi ha 55 o più anni a giudicare la trasmissione dei dati una resa (63,1%). Per aree politiche, tra i cittadini UDC il 75,4% e tra i leghisti il 72,1% parla di resa, mentre tra i socialisti la quota scende al 50,5% e tra i Verdi al 48,9%”.
Nessuno ha infatti capito che in questo caso, con la colpevole negligenza (perlomeno) dei vecchi dirigenti UBS, alcuni yuppies non avevano trovato di meglio che organizzare in loco (cioè in America) una rete illegale di esportazione di capitali, appositamente camuffati.
Ciò è riprovevole, ma era vietato fino dal 1977, data dell’entrata in vigore della Convenzione di diligenza delle banche promulgata dall’ Associazione Svizzera dei Banchieri e dalla Banca Nazionale.
Per questa ragione, a nostro avviso, le autorità della Confederazione hanno sbagliato a non rendere pubbliche le sanzioni che avranno adottato (peggio se non ne hanno adottato).