UBS fuori Kurer dentro Villiger. È la fine del segreto bancario

2009 Marzo 4

Questa mattina il Presidente del Consiglio d’amministrazione ha fatto fagotto e se ne è andato dalla porta di servizio dell’UBS.

La cosa era prevista.

Peter Kurer era informato dell’aiuto attivo che i suoi discepoli d’oltreoceano offrivano ai ricconi americani per frodare il fisco degli Stati Uniti (non del Belucistan!), e non ha fatto niente (salvo un’inconcludente inchiestina interna).

Lui ovviamente ha negato ma gli hanno messo sotto il naso gli e-mail che il Direttor Bradley Birkenfeld gli scriveva dall’America per proteggersi le spalle.  Intanto Martin Liechti, lo Zurighese che ha avuto la geniale idea di fregare gli americani, dopo una rocambolesca “fuga” dagli Stati Uniti, è ancora al suo posto all’UBS.

Ancora non si sa se ciò sia dovuto a supponenza o a ignoranza.

Così ad uno ad uno tutti gli Ospel boys cadono come birilli.

La cosa inquietante è che l’unico che non aveva previsto che le carote di Peter Kurer erano cotte, è proprio Peter Kurer, che ancora pochi giorni fa  escludeva felice di doversene andare.

Questo blog ha come obbiettivo di spiegare in modo semplice (e divertente) alcune cose complicate, per aiutare gli investitori e i risparmiatori colpiti dal crack della Lehman Brothers a difendere i loro diritti.

Le storie UBS non sono quindi di sua competenza. Se ne parliamo di transenna è perchè molti nostri lettori blog sono iinteressati da quanto sta capitando.

Innanzitutto moltissimi pensionati UBS vivono delle azioni UBS che hanno ricevuto e risparmiato nella loro carriera professionale. L’anno scorso questi titoli valevano CHF 65 e ora  valogono 10. Ciò vuole dire che il loro risparmio è diminuito di 7 volte!

Inoltre all’UBS lavorano decine di migliaia di impiegati che sono inquieti per il futoro delle loro famiglie.

Infine l’UBS è un importantissimo contribuente fiscale che provvede al benessere di tutti.

Per questo il modo con cui è stato precipitosamente sostituito Peter Kurer interessa i lettori di questo blog.

L’arrivo di Kaspar Villiger, tutto sommato un vecchio pensionato, che fu un onesto Consigliere Federale, pone più domande di quante ne risolve.

Kapar Villiger è un bonus pater familiae come dicevano i latini. Un uomo di conciliazione,  che gode di un’innegabile prestigio in Svizzera.

All’estero chi ancora lo conosce?

Eccellente fabbricante di sigari e biciclette per l’esercito, non è mai stato un banchiere e i suoi contatti si limitano al mondo dei politici.

L’impressione è che qualcuno (di nuovo precipitosamente e al di fuori da ogni controllo democratico) abbia già deciso che occorre elininare il segreto bancario svizzero.

Per fare digerire agli svizzeri questo cambiamento epocale c’è bisogno di un uomo di consenso.

A Villiger il compito di convincere gli svizzeri che il segreto bancario deve essere abbandonato.

Se ciò sarà un bene per UBS non lo sappiamo.

Quello che conta è che le conseguenze di queste opache scelte notturne ricadranno sugli inconsapevoli funzionari e ex funzionari UBS, e alla fine su tutti i cittadini della Svizzera.

Una società vale quanto valgono i suoi dirigenti, si diceva una volta.

Che Dio ce la mandi buona!

8 Risposte leave one →
  1. 2009 Marzo 29
    tutorossi permalink

    Cadono le teste. Ecco cosa dice l’ATS del 20 marzo 2009

    UBS si è separata dal suo responsabile della gestione patrimoniale negli USA, Martin Liechti. “Il signor Liechti non è più impiegato presso il nostro istituto bancario”, ha dichiarato all’ATS un portavoce della maggiore banca elvetica confermando un articolo pubblicato dal domenicale “Sonntagsblick”.

    Liechti era stato arrestato nell’aprile del 2008 all’aeroporto di Miami, in Florida, nell’ambito dell’inchiesta avviata negli Stati Uniti per accertare se consulenti patrimoniali dell’UBS avessero aiutato tra il 2000 e il 2007 cittadini americani ad evadere il fisco.

    Nel luglio 2008, era poi stato convocato assieme a Mark Branson, responsabile finanziario del Wealth Management, a comparire davanti alla sottocommissione del Senato USA incaricata di esaminare se le pratiche bancarie della Svizzera e del Liechtenstein abbiano facilitato l’evasione fiscale. Nel corso dell’audizione, Liechti si era però avvalso della facoltà di non rispondere prevista dalla Costituzione americana, mentre Branson aveva ammesso errori, si era scusato e aveva promesso miglioramenti.

    In qualità di “testimone materiale” Liechti avrebbe anche dovuto rispondere a domande nell’ambito del processo intentato negli Stati Uniti contro il suo ex collaboratore Bradley Birkenfeld. Quest’ultimo, ex banchiere di UBS, a metà giugno 2008 aveva ammesso davanti a un tribunale della Florida di aver aiutato cittadini americani a sottrarre milioni di dollari al fisco.

    Lo scorso mese di agosto, Liechti era stato autorizzato a lasciare gli USA e si era poi trasferito in Svizzera. Interrogato dall’ATS, il portavoce di UBS non ha voluto fornire dettagli né sulla data della separazione né su un’eventuale buonuscita.

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