Profilo cliente. Che cosa ha da nascondere il Credit Suisse?

2009 Febbraio 18

Fin dalla sua nascita, questo blog ha sempre insistito affinchè i clienti richiedessero alla banca i documenti che li riguardano.

Si tratta innanzitutto dei documenti di base, cioè di quello che ha firmato il cliente al momento di aprire il conto e al momento di farsi infinocchiare i prodotti della Lehman Brothers.

Si tratta in seguito del profilo cliente, cioè dei documenti scritti dalla banca riguardo al suo cliente.

Queste informazioni sono importantissime per ottenere indietro i soldi persi dal Credit Suisse.

Questi documenti dimostrano infatti che il cliente non conosceva, nè era in grado di capire, che razza di prodotto tossico la banca gli stava propinando.

All’inizio il Credit Suisse si è rifiutato di consegnare il profilo  del cliente, affermando che si tratta di documenti interni.

Gli ho quindi risposto che in base alla legge sulla protezione dei dati, ogni persona schedata ha diritto di vedere la sua scheda, se non altro per verificare se le informazioni registrate sono corrette.

E infatti, il Credit Suisse mi ha inviato il documento di profilo cliente che ho pubblicato su questo blog, in maniera anonima.

Adesso il Credit Suisse cambia di nuovo idea, e ricomincia a rifiutarsi di dare al cliente le informazioni raccolte su di lui.

Ecco uno stralcio doi lettera che ho ricevuto.

“Per quanto concerne la richiesta del profilo di investimento del suo mandante basata sulla Legge sulla protezione dei dati (LPD), le confermiamo innanzitutto che tra cliente e Credit Suisse è stata concordata una strategia d’investimento “orientata al reddito” e definito un profilo di rischio di tipo “moderato”.

Per quanto riguarda le altre informazioni concernenti il cliente, le facciamo presente che si tratta di registrazioni della banca a carattere squisitamente interno. Considerata la situazione non siamo pertanto in grado di soddisfare la sua richiesta di informazioni. Nella sua decisione il Credit Suisse si basa sull’art. 9 cpv. 3 LPD secondo cui il destinatario della richiesta può rifiutare la comunicazione delle informazioni nella misura in cui lo esigano i suoi interessi preponderanti”.

Sulla base del principio della proporzionalità, ancorato nella Legge federale sulla protezione dei dati, le informazioni da noi gestite sul conto del suo mandante vengono rese accessibili all’interno della nostra Banca soltanto ai collaboratori che ne hanno effettivamente bisogno per lo svolgimento della loro attività.

 In base al segreto bancario i nostri dati vengono resi accessibili soltanto a servizi interni dei Credit Suisse e, in casi eccezionali, a terzi da noi incaricati, anch’essi soggetti al segreto bancario”.

  

 

 

A parte la motivazione giuridica che sembra tirata per i capelli, c’è da chiedersi: cos’ha da nascondere il Credit Suisse?

Come mai nasconde al cliente le informazioni registrate sul suo conto?
Ha paura che esca la dimostrazione dell’assurdità di piazzare gli strutturati Lehman sui conti dei clienti retail?
Oppure di mostrare che in realtà i profili vengono buttati giù un po’ a casaccio?
In ogni caso quest’opacità non aiuta il Credit Suisse.
Chi inizierà un’azione in rendiconto contro la banca verificherà la legittimità di questa attidudine.

Intanto non dimenticate di chiedere alla banca i documenti di base e il profilo cliente.

Chi la dura la vince.

 

 

 

 

 

 

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