Palle, più che palle di neve (o Snowball)!

2009 Febbraio 14

In dicembre avevamo scritto che il Credit Suisse aveva pesantemente impegolato i suoi clienti non soltanto con i prodotti della fallita banca Lehman Brothers, bensì anche con quelli della banca islandese Kaupthing anche lei fallita.

I prodotti maggiormente venduti si chiamavano Snowball, cioè palle di neve. Si trattava di prodotti strutturati (come quelli della Lehman Brothers) sui cui prospetti (fact sheet) in maniera supermicroscopica viene scritto che si tratta di prodotti per soli professionisti della borsa con tanto di consulenti finanziari al loro servizio.

In realtà questi prodotti sono stati venduti in massa anche ai clienti retail, perchè hanno una grande caratteristica: fanno guadagnare un sacco di soldi … alla banca, mettendo a rischio il cliente.

Se per la banca un piccolo cliente con 50′000, 100′000, 200′000 o anche 400′000 franchi sul conto non rende quasi nulla (solo le spese di chiusura annuali e qualche spesa per gli stratti rikasciati e i soldi prelevati al bancomat), il medesimo cliente diventa una miniera d’oro se accetta di comperare prodotti strutturati.

Allora per la banca è una pacchia; tra commissioni fatte pagare al cliente, ristorni camuffati ricevuti dalla banca emittente e spese amministrative occulte, la banca fa tombola.

Il cliente un po’ meno.

Anche in questo caso i consulenti contro/alla clientela vincolati dalle cifre stabilite dal MbO e allettati dai bonus progressivi, hanno forzato i piccoli risparmiatori a comperare facendo  loro credere che si trattava di investimenti assolutamente sicuri.

Una volta scoperta la perdita totale del loro patrimonio, i clienti si sono rivolti al Credit Suisse lamentandosi di avere sempre detto e scritto di volere investire soltanto se c’era la garanzia di rimborso del capitale investito.

Ecco la risposta del Credit Suisse (riposta vera, nomi di fantasia)

 CREDIT SUISSE

Private Clients Switzerland

Consulenza clientela privata Area di mercato Bruzzella

Direzione

 

Relazione no. 0xxx-yyyyyyy-y / Nome e cognome

Egregio signore

Come purtroppo ha verificato anche personalmente, i mercati hanno subito negli scorsi mesi un andamento inaspettato e drammatico. L’acuta crisi finanziaria ha colpito particolarmente l’islandese Kaupthing Bank, e con essa i suoi clienti, collaboratori, azionisti e obbligazionisti.

Il corso obbligazionario è crollato il 24 settembre 2008 e attualmente per i titoli non vi è un mercato.

Si tratta di un effetto del grave stato di insolvenza in cui sono cadute le tre principali banche islandesi (fra cui la Kaupthing Bank) in seguito alla crisi finanziaria mondiale.

Per fronteggiare questo stato di cose, il governo islandese ha introdotto un processo di trasformazione radicale dei sistema bancario, con il sostegno del programma di salvataggio del Fondo monetario internazionale. La Kaupthing Bank viene liquidata e la maggior parte dei suoi asset viene trasferita in una nuova Kaupthing Bank, fondata appositamente. Al momento le poche informazioni disponibili non ci consentono di pronunciarci sulla struttura definitiva dell’istituto. In particolare non è ancora chiaro se e in che misura gli obbligazionisti esteri come lei potranno far valere diritti di rimborso dei propri titoli.

Ciò premesso le rammentiamo che la Legge svizzera sulle borse (Legge federale sulle borse e il commercio di valori mobiliari del 24 marzo 1995, LBVM) vincola le banche svizzere a informare i loro clienti sui rischi nel commercio di valori mobiliari. In via di principio è sufficiente un’informazione standardizzata, che di norma – quindi anche nel suo caso avviene mediante la consegna dell’opuscolo edito dall’Associazione svizzera dei banchieri, Rischi particolari nel commercio di valori mobiliari. La Banca ha il diritto di ritenere che ogni cliente conosca i rischi solitamente connessi alla compravendita e alla detenzione di titoli mobiliari, tra i quali rientrano in particolare i rischi di solvibilità e di quotazione di azioni, obbligazioni e quote di fondi di investimento.

Da quanto ci è stato riferito dal nostro consulente, sig. Ivan il Terribile, risulta che in occasione dell’incontro in banca del 13 marzo 2006 le venne illustrata l’obbligazione Snowball Variable Rate Senior della Kaupthing Bank come possibilità di investimento ipotizzabile sulla base delle loro esigenze personali. Sul fact sheet consegnato durante l’incontro summenzionato, con riferimento a questo prodotto la Kaupthing Bank è stata presentata come emittente dell’obbligazione.

Ci rendiamo conto che la crisi dei mercati ha danneggiato gravemente anche lei. Purtroppo questo è uno dei rischi per chi investe sui mercati finanziari.

II rischio relativo ad un eventuale fallimento dell’emittente dell’obbligazione è integralmente a carico dei singolo investitore.

Di conseguenza, la banca non è in alcun modo responsabile delle perdite subite dai clienti. Ci dispiace molto della riduzione di valore dei portafoglio.

Per eventuali domande può rivolgersi al signor Ivan il Terribile al numero telefonico 091 999 99 77.

Cordiali saluti

Ivan Il Terribile                                                                                 Smarrito Verginella (Director)

È deludente che nelle mani del Credit Suisse la neve si sia sciolta e siano rimaste solo le palle.

Voi pensate davvero che il consulente, che in tutto e per tutto ha consegnato una fotocopia in tedesco al suo cliente, un italiano pensionato, gli abbia detto:

  • guardi che si tratta di un prodotto a grossissimo rischio che dovete comperare soltanto se il vostro esperto di fiducia ve lo consiglia. E se non siete dei professionisti della finanza giù le mani.

Oppure pensate che gli abbia detto

  • Ma sii, se lo vende il Credit Suisse siete in una botte di ferro, è come un’obbligazione, mal che vade alla scadenza vi rimborsano tutto il capitale, è un prodotto eccezionale l’ho comperato anch’io; argometo spesso utiulizzato dai venditori (siano essi macellai o bancari).

Con simili argomenti il Credit Suisse non va molto lontano se si troverà davanti ai tribunali.

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